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L'isola in Movimento - Intervista a Gianfranco Palma, G.P. Forniture Didattiche S.r.l.

03.05.2016

Sul vostro sito web la sua azienda viene definita come “Centro  Specializzato per la didattica e la creatività”. Può spiegarci che cosa significa questa definizione?

GP Forniture è un’azienda commerciale specializzata nel settore didattico e creativo. Operiamo esclusivamente con prodotti certificati e atossici, proponendo ai nostri clienti forniture didattiche, arredi, materiali di consumo, strumentazioni e materiale scientifico. Lavoriamo per tutte le tipologie di scuole ed istituti formativi, per il mondo del no profit e del volontariato sociale. I nostri clienti sono dunque insegnanti, famiglie, operatori sociali e culturali. Siamo nati 20 anni fa come fornituristi ma è negli ultimi 7 anni che ci siamo concentrati sulla selezione di prodotti e servizi di alta gamma.

I nostri punti di forza sono i seguenti:

  • Prodotti di qualità certificati dal punto di vista ambientale e sociale. Questa scelta strategica verso la sostenibilità ci porta ad inserire a catalogo solo prodotti in linea con questi valori.
  • Servizio di accompagnamento e formazione agli insegnanti. Spesso i prodotti innovativi vengono acquistati ma non utilizzati perché gli operatori riscontrano difficoltà nell'adoperarli. Per questa ragione, accompagniamo la fornitura con servizi specifici di formazione e supporto.
  • Personale altamente specializzato, con una conoscenza approfondita del prodotto e del suo utilizzo. Un investimento costante dell'azienda sul proprio personale in termini di formazione continua.
  • Ricerca continua con test sui prodotti per verificarne i livelli di sostenibilità. Utilizziamo, ad esempio, solo i quaderni di un’azienda italiana che rispetta gli standard qualitativi necessari a non affaticare la vista del bambino. Con l’attività di ricerca valutiamo anche possibili usi alternativi dei nostri prodotti.

Grazie alla conoscenza evoluta dei materiali gestiamo laboratori permanentinei quali testiamo i prodotti direttamente con i nostri clienti, sperimentando nuove tecniche ed applicazioni artistiche. I laboratori hanno cadenza settimanale, sono gratuiti ed aperti a tutti. 

Che  rapporto avete con il mercato pubblico? Partecipate a gare e bandi pubblici?

Siamo iscritti al MePA dal 2012. Abbiamo un Catalogo selezionato che proponiamo a Comuni, Scuole, Aziende Sanitarie, Cooperative sociali ecc. La nostra sfida è continuare a lavorare con le Amministrazioni che, nonostante la spending review, non rinunciano alla qualità dei prodotti. In Sardegna notiamo una crescente sensibilità verso le tematiche della sostenibilità ambientale e sociale degli acquisti. Ne sono un esempio gli arredi che, sempre di più di frequente, vengono richiesti con certificazione “green”.

Quanto è importante conoscere il mercato per vendere prodotti di qualità?  Come si svolge la ricerca sui prodotti?

La conoscenza del mercato è essenziale. Il nostro principale strumento per rimanere aggiornati sui cambiamenti in atto, sono le fiere internazionali. Sono queste le occasioni di maggiore opportunità per entrare in contatto con i fornitori in linea con la mission aziendale. Questo avviene per tutti i prodotti, dalla semplice matita al sussidio scientifico. Dal 2016 partecipiamo anche alle iniziative dello Sportello Appalti Imprese che ci consentono di avere input e stimoli utili al miglioramento.

Secondo lei  quali sono i principali gap di innovazione nel settore della scuola e della didattica? Dal vostro osservatorio in che modo l’operatore pubblico potrebbe incentivare l’innovazione nel settore?

Oggi i bambini sono dei fruitori passivi più che creativi. La vera innovazione sarebbe ritornare ad investire sulla manualità e sulla creatività, come alcuni insegnanti stanno cercando di fare. Questi educatori andrebbero valorizzati e premiati, cosa che di rado accade. Questo è dovuto alla drammatica mancanza di risorse economiche in cui versa la Scuola italiana. Molti insegnanti acquistano, con risorse proprie, i materiali innovativi da utilizzare nella didattica, compensando così le carenze finanziarie dell'Amministrazione Scolastica.