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SERVIZI PER IL SETTORE APPALTI IN SARDEGNA
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L'Isola in movimento. Intervista a Giovanni Atti, Presidente di ADACI

04.01.2020

Competitività imprese sarde

1. L’opera dello Sportello Appalti Imprese ha portato a migliorare la capacità delle imprese sarde di aggiudicarsi appalti pubblici. Il punto critico è passare dalla centralità di un sistema di supporto alle aziende, ad una crescita e maturazione delle imprese in senso di capacità di competere e di sviluppare iniziative in modo autonomo.

Quali sono a suo avviso i principali punti di forza e di debolezza delle imprese sarde che partecipano agli appalti pubblici? In particolare, quali strategie o quali punti di forza le aziende sarde potrebbero utilizzare per battere la concorrenza delle imprese che provengono da altre regioni?

 

Sul fronte dei punti di forza, le imprese sarde:

- dovrebbero avere minori costi orari in quanto il loro personale non necessita in genere di spese di alloggio e vitto (serale) e non devono trasportare via nave mezzi e attrezzi di lavoro ingombranti;di conseguenza, le imprese locali dovrebbero essere in grado di assicurare interventi/servizi più tempestivi;

- dovrebbero riuscire ad ottenere licenze, permessi, autorizzazioni .. dalle locali autorità in minor tempo, grazie al loro network di conoscenze.

 

Sul fronte dei punti di debolezza, le imprese sarde dovrebbero essere più aggiornate in termini di innovazione tecnica e  tecnologica, nonché disporre di mezzi di lavoro di ultima generazione.

2. Per superare la debolezza strutturale delle imprese sarde ad operare al di fuori della regione, quali potrebbero essere le strategie e gli strumenti? La concentrazione/cooperazione tra imprese può essere un obiettivo? E quali strumenti servirebbero per operare all’estero?

È opportuno dar luogo ad una collaborazione tra imprese al fine di coprire un’ampia gamma di capabilities tecniche, operative, gestionali, commerciali e contrattuali. Servono però una cultura di apertura e di fiducia reciproca e una strategia chiara e condivisa di medio-lungo periodo.

Per ridurre i costi orari/operativi, è inoltre opportuno creare filiali nel nord e centro Italia.

La regione potrebbe favorire queste forme di collaborazione con supporti tecnici e corsi di formazione manageriale.

Prima di operare all’estero serve consolidare una struttura professionale nazionale, disporre di un elenco di clienti di prim’ordine e di una struttura multilingue dedicata alla promozione e gestione rapporti con clienti stranieri.


Centralizzazione

Dalle analisi di mercato emerge un grande dinamismo della Sardegna sul MEPA e sul CAT, (centro acquisto territoriale) anche grazie all’azione dello Sportello Appalti Imprese. I mercati elettronici consentono agli operatori economici una generalizzata apertura del mercato nazionale e di quelli regionali.Di questa facilitazione all’accesso alla domanda pubblica possono conseguentemente avvantaggiarsi gli operatori economici più dinamici che siano disposti a seguire in modo metodico e organizzato le procedure telematiche e presentare e aggiornare funzionalmente il proprio catalogo merceologico.

1. Quali cambiamenti a livello di strategie commerciali, di mentalità e di capacità di risposta sono necessarie per affrontare con successo un mercato ampio e nel quale manca la facilitazione del contatto diretto con il possibile cliente?

La digitalizzazione ridurrà sempre di più il contatto diretto col cliente che vede nei rapporti con la PA rischi di discriminazione (mancanza di uniformità informativa a tutti i bidder). Serve promuovere la cultura del digitale, saper individuare tutti i tender o gare indette in determinate regioni o paesi, essere precisi e tempestivi e disporre di database tecnico-qualitativi e gestionali. Il funzionario commerciale sarà progressivamente sostituito da operatori digitali, supportati di applicativi di intelligenza artificiale e da database strutturati e completi.

2. È pensabile che le aziende debbano disporre di un supporto stabile per modificarsi fino ad essere competitive sui mercati elettronici? È necessario crescere in dimensioni ed offerta?

Non è solo una questione di dimensioni, serve una cultura digitale difficilmente acquisibile da persone che hanno difficoltà a passare a processi paperless gestiti da piattaforme digitali senza l’apporto dell’uomo.

3. Quali sono le differenze tra operare su un mercato elettronico nazionale come il MEPA, ed uno locale come il CAT?

 Nessuna, se il CAT opera su mercati dell’offerta nazionali e internazionali (non regionali).

4. Una Centrale di committenza dovrebbe impegnarsi per lo sviluppo sia delle imprese che delle stazioni appaltanti che operano nel suo ambito di competenza? E con quali strumenti? 

Mission/strategie, organizzazione, risorse/competenze, strumenti e formazione


Programmazione, Monitoraggio, organizzazione del processo di acquisto

La maggiore debolezza del sistema sardo è nelle fasi a monte e a valle del processo di affidamento, quindi nella programmazione e nel monitoraggio ed esecuzione dei contratti.

1. A suo avviso come si può implementare la centralità di queste fasi?

La fase di programmazione pluriennale anticipata dei fabbisogni e della definizione del relativo capitolato tecnico di fornitura (analisi delle possibili soluzioni tecniche disponibili, scelta di quella più adeguata al contesto specifico, definizione chiara delle prestazioni/requisiti della fornitura) sono fondamentali. Esse richiedono però competenze e chiarezza degli obiettivi di mandato, definizione delle priorità e unità d’intenti di tutti gli attori della stazione appaltante.

2. Può essere utile dotare le stazioni appaltanti di competenze forti di project management in modo da spostare l’attenzione sul perseguimento degli obiettivi e sulla concretizzazione delle attività?

Le capacità di project management sono fondamentali, soprattutto quando si opera con specifiche tecniche di risultato o prestazionali (meno nel caso di specifiche tecniche di input in cui la stazione appaltante definisce di fatto tutti i requisiti e le caratteristiche di dettaglio dell’opera da realizzare).

Evoluzione dello Sportello Appalti Imprese

1. Come valuta l’azione dello Sportello Appalti Imprese di Sardegna Ricerche in questi anni?

Non conosco in dettaglio l’attività sviluppata. Trattasi in ogni caso di favorire un lento e continuo cambiamento culturale. Esso va quindi potenziato.

2. Quali dei seguenti servizi alle imprese dovrebbero essere potenziati:

  • Ricerca bandi ed opportunità 
  • Rassegna albi fornitori e guida all’iscrizione
  • Ricerca di partner per la partecipazione alle gare 
  • Guida alla creazione di partnership
  • Guida alla partecipazione a gare on line (e-procurement)
  • Consulenza giuridica on line 
  • Analisi delle condizioni di mercato per la categoria merceologica di interesse
  • Collegamento ai social network per rafforzare le relazioni con il sistema e l’interscambio con le altre imprese
  • Analisi di mercato e di nuovi mercati nazionali ed esteri in linea con le potenzialità del territorio 

 Tutti i servizi elencati son utili, ho evidenziato sopra quelli che a parer mio sono indispensabili.

 

 

Politiche e governance

Una delle problematiche maggiori che si riscontrano a livello regionale e nazionale nell’esecuzione dei contratti pubblici è legata all’allungamento dei tempi di esecuzione rispetto a quelli preventivati. Il settore delle opere è naturalmente il più colpito da detta problematica.

1. Quali sono a suo avviso i provvedimenti urgenti che dovrebbero essere messi in campo per accelerare la realizzazione delle opere?

Predisporre a monte un piano operativo integrato che colleghi tutte le attività/opere/servizi necessari alla realizzazione dei singoli macro-obiettivi e che obblighi a predisporre per tempo e con le dovute priorità la necessaria documentazione.

2. Come rendere il Codice appalti uno strumento che aiuta e non frena l’esecuzione dei lavori?

Promuovendone la conoscenza e familiarità applicativa.

3. Come dovrebbe cambiare la comunicazione pubblica, sia interna che esterna, per poter esprimere in modo più efficace in che modo si sta spendendo e per quali obiettivi?

Rendendo pubblica l’informativa (non vincolante e definitiva) sulle possibili voci di spesa comprese nel piano pluriennale dei fabbisogni.

4. Come spostare l’enfasi della comunicazione dagli obiettivi della spesa agli output effettivi e agli impatti che essa genera per la vita dei cittadini?

Evidenziando tempistica esecutiva e benefici sociali e di sostenibilità di ogni potenziale voce di spesa.

5. Quali sono a suo avviso alcune aree di interesse strategico per il futuro della Sardegna in cui può valere la pena provare a sperimentare appalti innovativi?

Promuoverei il dialogo competitivo e il partenariato per l’innovazione