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L'Isola in movimento. Intervista al Prof. Emilio Ghiani dell'Università di Cagliari

20.05.2020

Ci vuole raccontare come è nato il progetto HTTB?

Sono stato contattato a dicembre 2019 assieme al prof. Fabrizio Pilo che dirige il mio Dipartimento, da alcuni esponenti di Sardegna Ricerche che mi hanno parlato di questo bando europeo del programma Orizzonte 2020 e della loro intenzione di pubblicizzarlo sul territorio per costruire un’eventuale partecipazione regionale.

 

Cosa è successo dopo?

Dopo un primo incontro con Sardegna Ricerche nel mio Dipartimento a metà gennaio, abbiamo partecipato a un ulteriore discussione a Oristano presso il Consorzio UNO a fine gennaio. Nel primo abbiamo fatto brainstorming, assieme a diversi colleghi ingegneri di provenienza multidisciplinare e nel secondo abbiamo concretizzato l’idea progettuale che era stata in qualche modo ipotizzata inizialmente.

 

Potrebbe darci maggiori dettagli sulla sua esperienza?

Il bando europeo di finanziamento è sicuramente particolare, nel senso che non finanzia consorzi di ricerca pubblico-privati, ma una gara d’appalto pre-commerciale fra enti pubblici di più paesi europei (nel nostro caso tre, la Croazia la Germania e naturalmente l’Italia) alla quale parteciperanno quei consorzi sotto forma di raggruppamenti temporanei secondo le regole degli appalti.

Inoltre, il tema del bando era l’efficientamento energetico degli edifici pubblici nell’ottica dell’uso esclusivo di fonti energetiche rinnovabili. Per costruire una partecipazione regionale abbiamo dovuto prima pensare a quali enti del territorio avrebbero potuto partecipare al progetto, poi identificare uno o più edifici idonei alla sperimentazione, e infine un’area di ricerca e innovazione dove lo strumento dell’appalto pre-commerciale avrebbe potuto essere utilizzato.

Tutto questo è avvenuto in una quindicina di giorni, durante il mese di gennaio, e grazie ai contatti internazionali di Sardegna Ricerche posso dire che quando ci siamo incontrati la seconda volta a Oristano avevamo già alcuni partner europei interessati a sviluppare l’idea.

 

L’idea è stata sua vero?

Devo ammettere di sì, anche se naturalmente per portarla alla dimensione di un progetto c’è voluto l’apporto di tante persone, non solo qui di Cagliari, oltre al coordinamento di Sardegna Ricerche. E senza la disponibilità del Presidente dell’Autorità portuale e dei suoi dirigenti e funzionari oggi non ci troveremmo ad attendere trepidanti i risultati del bando.

 

Qual è la sua esperienza complessiva fino a questo momento? 

Sicuramente per tanti aspetti una cosa nuova, mai vista prima, in quanto non è il classico progetto europeo, con un’idea progettuale del proponente che deve essere finanziata. In questo caso si è trattato di un progetto innovativo nella sua concezione: l’appalto pre-commerciale. Da ripetere sicuramente, ma sapendo che è molto difficile e allo stesso tempo, molto istruttiva, soprattutto per aver messo insieme professionalità, intelligenze, competenze e culture di più Paesi. Ovviamente l’Università di Cagliari e il nostro Dipartimento hanno grande esperienza di progetti europei, ma non in questa particolare nicchia dove le regole di scrittura sono piuttosto diverse. Devo quindi ammettere che se fossimo stati soli non saremmo arrivati a presentare la candidatura in tempi ristretti, la nostra fortuna è stata quella di lavorare con un capofila molto esperto che si è occupato in modo autorevole del coordinamento del progetto.

 

Quando saprete i risultati?

 

Probabilmente a fine estate. Sono cose abbastanza lunghe. Però da quel che ho visto ci sono solo quattro proposte, fra cui la nostra, per due posti. Vedremo come andrà a finire, siamo ottimisti.