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L'Isola in movimento. Intervista alla d.ssa Maria Assunta Serra, Commissario straordinario di Sardegna Ricerche

21.05.2020

Commissario, ci vuole dire qualcosa sul Progetto Innovazione?

 

Come lei sa, Sardegna Ricerche è l'ente che assiste la Regione Sardegna, ma in generale tutti gli attori del territorio, nella promozione, valorizzazione, sviluppo e trasferimento dei risultati della ricerca scientifica e tecnologica. Non da oggi la nostra attenzione si è rivolta al tema degli appalti pubblici innovativi, che costituiscono tuttora una piccolissima parte degli appalti in generale, ma che è un tema su cui l’attenzione delle politiche nazionali e soprattutto europee negli ultimi anni è stata forte e crescente. Per questo motivo all’interno dello Sportello Appalti Imprese, che sin dalle origini punta ad aggregare e informare gli attori locali fornendo strumenti utili per la loro operatività quotidiana, è nato il Progetto Innovazione focalizzato in modo specifico proprio sugli appalti innovativi in tutte le sfaccettature.

Può spiegarci meglio?

Certamente. Quello che sta avvenendo tramite un ciclo di seminari – iniziati in modo tradizionale e poi ovviamente trasferiti online a motivo dell’emergenza Covid19 – è il tentativo di “prendere per mano” gli operatori economici e soprattutto le stazioni appaltanti sarde, in un percorso graduale di approfondimento del tema degli appalti innovativi basato sulla simulazione della partecipazione a bandi europei essenzialmente incentrati su appalti precommerciali.

Simulazione che, in alcuni casi, può portare anche alla presentazione vera e propria di proposte progettuali.

A che punto si trova oggi il Progetto Innovazione?

A fine anno scorso abbiamo iniziato l’attività coinvolgendo il Distretto aerospaziale sardo su un bando del programma Orizzonte 2020 che poi non ha dato vita a una proposta per motivi principalmente legati alla ristrettezza del budget. Successivamente in collaborazione con l’Università di Cagliari e l’Autorità portuale (ora Autorità di Sistema) siamo riusciti a far decollare un’idea molto originale e potenzialmente ricca di prospettive: quella di utilizzare l’acqua del mare come fonte di approvvigionamento energetico per gli edifici. Ne è nato il progetto HTTB che è stato presentato con successo alla scadenza di fine aprile scorso del relativo bando di finanziamento.

Ma come le dicevo, la finalità prevalente del nostro Progetto è dare strumenti operativi oltre che informazioni generali. Per questo altri due appuntamenti sono in calendario fra maggio e giugno -questa volta, dati i tempi, si tratta di seminari online – con l’attenzione rivolta a due bandi di finanziamento per appalti precommerciali, rispettivamente nel settore dell’assistenza socio-sanitaria e in quello della sicurezza nel trasporto urbano.

Può dirci qualcos’altro sul progetto HTTB?

L’acronimo si scioglie nell’espressione inglese “Hydrogen To The Building”, ovvero “Idrogeno all’Edificio”. L’idea, nata presso l’Università di Cagliari, consiste nel fare ricerca e innovazione sul possibile uso dell’idrogeno estratto dall’acqua di mare come possibile fonte energetica per gli edifici portuali. L’aspetto particolare è che questa ricerca, se il finanziamento europeo sarà vinto, non si svilupperà solo localmente, ma a livello internazionale, perché sarà lanciata una gara di appalto pre-commerciale alla quale potranno partecipare gruppi non solo italiani, ma anche europei, in una sorta di competizione fra capacità tecnologiche di eccellenza dalla quale prenderanno benefici i porti europei e naturalmente anche sardi.

 

Quali sono i prossimi appuntamenti del Progetto Innovazione?

Il 28 maggio ci troveremo online a discutere sul finanziamento dell’emergenza sanitaria e post-crisi COVID-19 tramite appalti pre-commerciali. Il seminario riprende il filo di un intervento che all’ultimo minuto fu cancellato a fine febbraio proprio il giorno di avvio della fase dell’emergenza. Inoltre il 23 giugno avremo un nuovo incontro su un tema completamente diverso, la tutela della sicurezza dei cittadini che utilizzano vari mezzi di trasporto pubblico, dal treno all’autobus alla nave. In tutti e due i casi ci sono dei bandi europei aperti sul programma Orizzonte 2020 che saranno letti e commentati in diretta da professionisti esperti, nel tentativo di far emergere idee potenzialmente meritevoli di trasformarsi in progettualità vere e proprie. Sono dunque appuntamenti molto interessanti e abbiamo già ricevuto segnali di forte interesse da parte di imprese e pubbliche amministrazioni e sono certa che matureranno proposte di sviluppo interessanti .