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L'Isola in movimento – Intervista a Francesco Molinari, Responsabile del Progetto Innovazione dello Sportello Appalti Imprese

01.02.2019

Lei sta lavorando da oltre un anno in Sardegna sul tema degli appalti innovativi. Che idea si è fatto? Come si sta muovendo l’isola su questa tematica così complessa ma anche così sfidante e piena di opportunità?

Che un’isola si muova sembra un paradosso oppure un esercizio per geologi, ma nel caso della Sardegna e in particolare dei suoi operatori economici e istituzionali vi è un fondo di verità in questa affermazione. In due sensi: per il movimento, ossia la circolazione delle idee promossa dallo Sportello Appalti Imprese ormai da 5-6 anni su questo tema, e per l’impulso che negli ultimi mesi Sardegna Ricerche ha voluto imprimere alla connessione dell’isola con quanto sta avvenendo a livello europeo.

In termini di approccio agli appalti innovativi e di modello di governance, che tipo di percorso ha fatto la Sardegna e come si differenzia dalle altre regioni italiane che hanno avviato percorsi simili?

Per la mia esperienza – ovviamente parziale, come quelle di tutti – la caratteristica principale del “modello sardo”, forse favorita dalle peculiarità culturali e sociali dell’isola, e che la mette in primo piano non solo a livello nazionale ma anche europeo, è l’attenzione fortissima verso la creazione di una comunità di interessi sul tema. Questa comunità è sintetizzata molto bene dal numero molto elevato di iscrizioni al sito dello Sportello Appalti Imprese, e che volta per volta rinnovano il loro interesse partecipando ai singoli eventi in calendario o si iscrivono la prima volta, attratti da qualche novità in agenda.

In attesa di capire che tipo di cambiamenti ci saranno al Codice Appalti, cosa possiamo dire attualmente sulle difficoltà normative e burocratiche che rendono difficile o che ostacolano una maggiore diffusione degli appalti innovativi? Sono ostacoli solo italiani o anche europei?

Beh, ovviamente la semplificazione e la riduzione del carico amministrativo – che ricordo non è solo un fastidio per gli operatori economici, ma in molti casi per le stesse stazioni appaltanti – sono valori in sé per il sistema Italia, rispetto ai quali la diffusione degli appalti innovativi non è che un obiettivo periferico a mio modesto avviso. Tuttavia una considerazione particolare mi preme farla nel confronto con l’Europa, e specialmente con i Paesi nordici e di Common Law, che in tutta la materia degli appalti, e in particolare in quella degli appalti innovativi, sembrano più aperti e inclusivi nella particolare fattispecie del dialogo fra committente e fornitore. Questa dimensione obiettivamente manca nella nostra cultura giuridica, non perché non esista o non sia mai esistita, ma per il sacro timore di finire sotto la scure di un ricorso o di una sentenza non avendo colto a sufficienza il confine tra lecito e illecito. Ecco, se dovessi proporre un tema di formazione per gli operatori istituzionali partirei proprio da questo: attuare meglio il dialogo con gli operatori economici, evitando sia il rischio di alterazione della concorrenza sia quello che un eccesso di trasparenza produca danni agli interessi legittimi di carattere industriale o commerciale.

Che cos’è il Progetto innovazione e in che cosa si articola? Quali saranno i prossimi appuntamenti?

Mi aspettavo la domanda… In sintesi, è un percorso di animazione e formazione sul tema degli appalti innovativi in relazione alle sei priorità della S3 (Smart Specialisation Strategy) regionale che si sviluppa attraverso un calendario di appuntamenti fra Cagliari, Nuoro, Oristano e Sassari che è pubblicato online sul sito dello Sportello Appalti Imprese (a questo link) . Per quanto riguarda l’animazione stiamo cercando di creare una community online di operatori pubblici e privati, fra quelli che partecipano ai nostri incontri, tramite uno specifico gruppo LinkedIn (a questo link) . Per quanto riguarda la formazione, l’aspetto più interessante è l’approccio estremamente pratico, ed orientato alla dimensione europea, tanto è vero che ci siamo posti l’obiettivo di far partecipare gli operatori sardi ad almeno 2 o 3 gare d’appalto internazionali o bandi europei di finanziamento degli appalti innovativi prima della fine del 2020.