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L'Isola in movimento – Intervista ad Angelo Bianchi, PMP®, specialista di appalti pubblici

19.02.2019

Con il nuovo Codice dei contratti, gli Appalti pubblici sono divenuti processi più complessi, soprattutto per l’orientamento verso il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa (OEPV). Perché è importante allora parlare di project management in ambito pubblico con particolare riferimento alla gestione delle gare?

In effetti la complessità coinvolge tutti gli attori del processo di appalto. Coinvolge le Stazioni Appaltanti, che devono predisporre Documenti di gara più articolati, che identifichino i fattori cruciali di qualità delle offerte, tenendo conto del costo del ciclo di vita (art. 95.4) e coinvolge le Imprese Concorrenti, che devono prevedere un maggiore impegno per analizzare la documentazione di gara, identificare i fattori che possano dare competitività alla loro offerta, e definire la proposta tecnica e il prezzo.

In questo contesto, i Responsabili del Procedimento sono chiamati a dare qualità alle quattro fasi cruciali del processo di appalto: programmazione degli acquisti, preparazione della gara, valutazione delle offerte e gestione del contratto. E’ necessario quindi il rafforzamento e aggiornamento delle competenze dei Responsabili del Procedimento, che devono valutare/supervisionare organizzazioni di progetto, metodi di lavoro, programmi di lavoro, che sono strumenti tipici del project management. L’applicazione corretta di questi strumenti può tradursi in sensibili miglioramenti del livello della performance dei Committenti pubblici.

Chi è il project manager nel settore degli appalti pubblici?

La figura del Project Manager del Committente pubblico, ritenuta strategica nei contratti UE e internazionali, è incarnata in Italia dal Responsabile del Procedimento (RUP), ‘funzionario tecnico’  che opera in un quadro normativo e regolamentare complesso e in continua evoluzione.  In base alle Linee Guida n. 3 dell’ANAC, ‘le stazioni appaltanti devono inserire, nei piani per la formazione, specifici interventi rivolti ai RUP, organizzati nel rispetto delle norme e standard di conoscenza Internazionali e Nazionali di project management’.

Che cos’ è il “ciclo di vita del progetto” e quali sono le sue fasi principali?

Il ciclo di vita del progetto è l’insieme delle fasi del progetto, dal suo inizio al suo completamento. Nel Modello PMI si parla di 5 gruppi di processo , che possono essere così sintetizzati:

1. Initiating

Definire obiettivo e risultati attesi e ottenere l’autorizzazione ad avviare il progetto

2. Planning

Specificare obiettivo e risultati attesi, definire lo scope of work, pianificare attività e risorse assegnate

3. Executing

Produrre, completare e consegnare i risultati attesi, in accordo con il project management plan e i suoi aggiornamenti a seguito dei cambiamenti autorizzati

4. Monitoring & Controlling

Monitorare l’andamento e la performance. Identificare e approvare i necessari cambiamenti

5. Closing

Chiudere formalmente il progetto

 

Qual è la sua esperienza in Sardegna su questo tema?

In generale su questi temi l’Italia è abbastanza in ritardo di proceso, proprio perché restia ad assorbire concetti come pianificazione, organizzazione e controllo preventivo, soprattutto in ambito pubblico. Il Codice dei Contratti non è sufficientemente armonizzato con il project cycle dell’UE. Il retaggio del Regio Regolamento del 1865 è evidente persino nel glossario: appalto, disciplinare, capitolato, cottimo fiduciario non sono termini del glossario internazionale di project management, mentre sono totalmente assenti nel nostro Codice termini e concetti europei e universali di project management: obiettivo del progetto (project purpose), piano di gestione del progetto (project management plan), piano degli approvvigionamenti e delle gare (procurement plan), Termini di Riferimento (ToR) dei servizi d’ingegneria, ecc. I clamorosi ritardi che si registrano nel completamento delle opere pubbliche sono spesso causati proprio da un deficit di pianificazione, oppure dall’incapacità di seguire l’esecuzione del contratto secondo metodologie ormai consolidate a livello europeo e mondiale. In questo contesto, devo dire che la Sardegna mostra di muoversi e di agire, intervenendo soprattutto sulla formazione e sulla qualificazione dei funzionari e dei RUP. Sardegna Ricerche, attraverso lo Sportello Appalti Imprese e il Master MAAP rappresenta il tentativo di creare una nuova classe dirigente in grado di gestire gli uffici gare secondo la  metodologia del PCM e dunque ponendo attenzione all’Organizzazione, alle Risorse umane  allocate sui processi critici, al Cronoprogramma e ai Metodi di lavoro proposti. Agire sulle competenze è il primo passo ma è il passo decisivo per innestare un cambiamento di lunga durata.